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L'argomento del mese

Argomento del mese di NOVEMBRE "Omocisteina"

Cos’è l’omocisteina?
L'omocisteina è un amminoacido solforato (contenente zolfo) che si forma in seguito alla trasformazione enzimatica della metionina, un altro aminoacido della stessa natura chimica abbondantemente contenuto negli alimenti proteici (latticini, carne, legumi, uova ecc).
La presenza di omocisteina nel sangue, fino a 5-12 micro moli per litro (μmol/L), è normale; ciò significa che la sua produzione è del tutto fisiologica. D'altro canto, per una o più cause, può salire oltre i limiti consuetudinari definendo una condizione di iperomocisteinemia (HHcy).

Tali circostanze, stando a quanto determinato attraverso diversi approfondimenti scientifici – comunque ancora in fase di sviluppo e chiarimento – si possono rivelare nocive per la salute. Nella fattispecie, troppa omocisteina plasmatica costituisce un fattore di rischio cardiovascolare e non solo. L'omocisteina nell'organismo viene dosata tramite le analisi del sangue. D'altro canto, in forma libera, viene parzialmente espulsa con la filtrazione renale e, di conseguenza, è rilevabile anche nelle urine. Riportare l'omocisteina ai giusti livelli è possibile. L'organismo si difende dall'eccesso di questo amminoacido grazie all'utilizzo di una specifica vitamina idrosolubile del complesso B, l'acido folico; contribuiscono allo scopo anche la vitamina B12 (cobalamina) e la B6 (piridossina). Una dieta ricca di questi nutrienti, avendo cura di non danneggiarli con la cottura e la conservazione, contribuisce a prevenire e curare l'iperomocisteinemia. Vengono in aiuto, per lo stesso principio, gli specifici integratori alimentari – è da sottolineare che, comunque, la correlazione tra apporto nutrizionale e omocisteinemia non risulta sempre lineare.

Sintomi dell’omocisteina alta

L'eccesso di omocisteina nel sangue o iperomocisteinemia, come quello di colesterolo, non determina alcun sintomo o segno clinico. Per questo, soprattutto ai primi studi che ne svelarono il potenziale ruolo malefico per la salute, si sviluppò un notevole interesse scientifico. Oggi il ruolo dell'omocisteina nell'insorgenza delle patologie è stato ridimensionato, anche se gli approfondimenti sono ancora in corso d'opera.

Cause di omocisteina alta – iperomocisteinemia

Che sia in forma libera (come dimero) oppure legata alle proteine circolanti, la presenza di iperomocisteinemia è dovuta all'interazione di fattori: Genetici, come la presenza di malattie ereditarie Acquisiti o ambientali, come una dieta povera di vegetali (soprattutto crudi) e l'uso di certi farmaci.

Omocisteina alta (iperomocisteinemia), rischio cardiovascolare e altri pericoli

In seguito alla scoperta della correlazione positiva tra eccesso di omocisteina plasmatica e aumento del rischio cardiovascolare, e rivelatasi per di più un fattore di rischio indipendente rispetto agli altri (come familiarità, colesterolo alto, ipertensione arteriosa, diabete mellito tipo 2, obesità ecc), l'iperomocisteinemia è stata per lungo tempo considerata addirittura più nociva dell'ipercolesterolemia (colesterolo alto). Pare che valori maggiori anche solo di 10-12 μmol/L (come anticipato, teoricamente "normali") si possano in qualche modo correlare ad un aumentato rischio di insorgenza delle suddette malattie e, a differenza del colesterolo alto, anche di altre patologie quali: malformazioni fetali, decadimento mentale, morbo di Alzheimer, fratture ossee spontanee ecc. L'iperomocisteinemia può distinguere tre classi di rischio, a seconda dei livelli di omocisteina nel sangue:

Rischio moderato (16-30 μmol/L)

Rischio medio (31-100 μmol/L)

Rischio severo (>100 μmol/L).

fonte: https://www.my-personaltrainer.it/omocisteina.html